Qual è la storia del Barber Pole?

La storia del barber pole è legata a doppio filo a quella dei barbieri. Quando pensi a una barberia, l’asta a strisce colorate è la prima cosa che ti viene in mente. Chiudi gli occhi ed eccola lì, appesa proprio accanto al nome del barbiere, indicazione universale del tipo di attività che si svolge nel locale.

Tutti sanno riconoscere un palo del barbiere a colpo d’occhio, molti meno ne conoscono la storia. Perché la combinazione di rosso, bianco, blu è diventato sinonimo di “barbiere”?

Non solo barba e capelli

Un barbiere di oggi offre:

  • tagli da uomo;
  • rasature;
  • cura della barba;
  • vendita di prodotti per la cura di viso, barba e capelli.

I più intraprendenti stanno iniziando a ad addentrarsi nella vendita di bevande, stuzzichini ed happy hour. In ogni caso, il buon barbiere è soprattutto colui che sa tagliarti barba e capelli. Non è sempre stato così.

Nel medioevo, il salasso era pressapoco la panacea per tutti i mali. Quando una persona non stava bene, si andava da un monaco affinché le aprisse una vena e facesse uscire il sangue malato in eccesso.

Nel 1163, i monaci smisero di fare salassi e ci si ritrovò con tanta domanda e poca offerta. Entrarono quindi in gioco i barbieri.
Chi faceva la barba era abituato a maneggiare lame in zone delicate del corpo. Da lì al salasso il passo era breve, almeno agli occhi dell’uomo medievale medio. Alcuni barbieri si buttarono sul business, prendendo il posto dei monaci. Già che c’erano, cominciarono a offrire tutta una serie di altri piccoli servizi “medici”.

Fino a metà ‘500, i barbieri praticavano salassi, cavavano denti, ricucivano ferite. Erano a tutti gli effetti medici di famiglia/chirurghi, anche se praticavano la loro arte medica tra un taglio di capelli e una rasatura.

La pubblicità è l’anima del commercio

Quando apri un barber shop, una delle cose più importanti e difficili è pubblicizzarlo. L’obiettivo è comunicare quali servizi offri in modo chiaro e originale, in modo da distinguerti dalla concorrenza e attirare i clienti.

In quasi mille anni di storia, le cose sono cambiate poco: la pubblicità continua ad essere l’anima del commercio.

Considera che nell’anno 1000 non c’erano televisioni, radio, giornali, internet. Tutto ciò che usiamo oggi per comunicare la nostra presenza al mondo, non esisteva ancora. In compenso c’erano le insegne e, in generale, lo spazio immediatamente fuori dal negozio. Dato che le città erano molto più piccole di oggi, questo bastava e avanzava per mettere in atto qualche tecnica di comunicazione.

In che modo mostrare ai passanti che si effettuavano anche salassi, in quel locale? Mostrando il frutto del lavoro fatto, ovviamente, proprio come oggi mettiamo la merce in vetrina. Solo che in quel caso non si mettevano oli e gel in bella mostra, ma grosse caraffe piene di sangue appena “munto”.

I barbieri le mettevano sul davanzale o davanti alla porta, per attirare l’attenzione di chi aveva bisogno di un salasso.
La pratica non era igienica nemmeno per gli standard dell’epoca. Nel 1307, quindi, una legge vietò ai barbieri londinesi di “mettere sangue nelle finestre”. I professionisti avrebbero dovuto smaltire i rifiuti biologici in modo consono, ovvero lanciandoli nel Tamigi.

Serviva un’alternativa.

Perché i barber pole sono rosso, bianco, blu

La storia del barber pole inizia qui. I barbieri iniziarono a usare un palo colorato per pubblicizzare i propri servizi. Ci sono diverse storie sul perché scelsero proprio un palo rosso, bianco e blu.

Quando dovevano fare un salasso, i barbieri davano al paziente un bastone da stringere, in modo da mettere le vene in evidenza. In fondo al palo c’era una bacinella per raccogliere il sangue e in cima c’era un pomello con le sanguisughe. Dopo il salasso, i barbieri coprivano la ferita con delle garze e poi le avvolgevano attorno al palo.

Tradizione vuole che, dopo l’emanazione della nuova legge, i barbieri cominciarono a mettere fuori i pali invece delle bacinelle si sangue. Con il passare del tempo, decisero per una soluzione ancora più igienica, ovvero un’asta bianca con strisce rosse e blu. Il bianco rappresentava le bende e il rosso il sangue. Sul blu c’è qualche dubbio interpretativo.

Alcuni credono che il blu e il rosso rappresentassero i due tipi di sangue, venoso e arterioso. Altri pensano che il blu fosse un’aggiunta tutta americana, pensata per richiamare la bandiera. Più probabilmente, però, la spiegazione è un’altra.

Non solo barbieri

Nel 1540, ai barbieri inglesi venne vietato di effettuare operazioni chirurgiche. Potevano continuare a fare piccole cose, tipo cavare i denti, ma per il

resto bisognava lasciare spazio ai medici.

Si rese quindi necessario distinguere le due professioni, per non rischiare che qualcuno andasse a farsi fare la barba dal chirurgo e ricucire dal barbiere.

Per ridurre al minimo la confusione, nacquero due tipi di barber pole:

  1. rosso e bianco per i medici;
  2. blu e bianco per i barbieri.

Alcuni barbieri lasciarono anche le strisce rosse, per indicare che effettuavano i piccoli interventi concessi. Nacque così il barber pole che conosciamo oggi, bianco con strisce rosse e blu.
Oggi i barber pole sono un semplice elemento d’arredo un po’ vintage, sinonimo di tagli curati e barba ben fatta.

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