Sen Martin e Cosmoprof. La storia di una telefonata che ha dato una scossa alla mia vita da imprenditore.

Vi racconto com’è andata…

Sono passati ottocentonovantacinque (895) giorni da quando il mio telefono squillò e sul display apparve un numero ancora sconosciuto alla mia rubrica.

 

Dall’altra parte della cornetta l’event manager COSMOPROF, Francesca Ferrari.

 

C-O-S-M-O-P-F-R-O-F?

Ma siamo seri?

 

[Se mi aveste visto in quel momento avreste notato i miei occhi.

Erano gli occhi di un bambino che guarda la vetrina di un negozio di giocattoli.]

 

Torniamo alla telefonata.

Schiarisco la voce e tiro fuori un titubante “Sì, sono io Pierluigi Favia e sono il titolare della Sen Martin”.

 

La donna con cui parlavo mi disse che per l’edizione successiva del COSMOPROF a Bologna avrebbero voluto arricchire l’evento introducendo il settore della Barberia.

Così, arrivati a questa decisione si erano messi alla ricerca di qualcuno che potesse rappresentare la categoria.

 

Ed eccolo lì, il mio nome apparve tra le loro ricerche.

 

La loro proposta era di integrare ai 4 giorni di Fiera un evento dedicato ai barbieri e alla Barberia. Volevano, in sostanza, che ci organizzassimo per creare uno spazio in cui lasciare che i migliori barbieri al mondo si esibissero davanti a migliaia di persone.

 

Devo dirlo, all’inizio ero titubante e a dirla tutta non mi sentivo pronto a un passo del genere.

 

Forse non ero pronto, o forse avevo semplicemente paura.

Quella paura ad oggi la giustifico.

Dovevo aprire la prima finestra in assoluto sulla barberia in un evento di risonanza mondiale.

Dovevo organizzare tutto questo, ma mi sembrava una manifestazione molto più grande di me da poter gestire da solo.

 

Ero partito dall’organizzare di eventi di settore con i quali avevo raggiunto obiettivi straordinari.

Ma Collaborare direttamente con COSMOPROF era un obiettivo troppo lontano dalle mie vedute.

Certo, avevo grandi sogni, ma che rimanevano tali, anche se il più delle volte erano proprio i sogni a spronarmi e darmi la forza di continuare.

 

Soprattutto quando dicevano che “non è il settore giusto in cui investire”, “non può avere successo, questi investimenti andrebbero dirottati altrove”.

Soprattutto, Sopra-tutto.

 

Ma COSMOPROF è un’altra cosa!!!!

 

Però a quel punto dovevo dare una risposta a l’event manager dell’evento e perciò le dissi che nel giro di mezz’ora l’avrei ricontattata per darle una risposta.

 

Terminata quella prima telefonata chiamai mia moglie e le accennai qualcosa, ma dalla mia bocca vennero fuori parole molto confuse.

Lei però capì – le donne capiscono sempre – e mi consigliò di non lasciar scappare quell’occasione.

 

Anche se in quel momento non ero pronto, anche se la paura era più forte della motivazione, anche se nelle mie orecchie risuonavano le voci di chi avrebbe voluto assistere al mio fallimento, dovevo ACCETTARE.

 

Eppure ancora non ero sicuro.

Sentivo di dover fare altro prima di richiamare Francesca Ferrari.

 

Fu così che chiamai un mio amico, Hiro Vitanza, una persona di spicco nel mondo della Barberia italiana nonché fondatore della Barbieria di Milano e della azienda Barber Mind.

 

Gli raccontai tutto, gli esternai i miei dubbi e gli chiesi di fare quel salto insieme a me.

Sapendolo al mio fianco sarebbe stato più semplice accettare.

Organizzando insieme a lui il grande evento che mi avevano proposto, avrei avuto la carica giusta per affrontare, scalare e superare quella grossa montagna.

 

Hiro e il suo entusiasmo furono più sicuri di me e fu così che il mio racconto venne interrotto dal suo forte, chiaro e secco “Sì, facciamolo!”.

 

Il week end successivo partii per Milano, arrivai nel salone di Hiro, aspettai che finisse ciò in cui era impegnato e poi andammo a prendere un caffè insieme.

 

Seduti al tavolino di quel bar ci guardammo negli occhi e scoppiammo a ridere.

Così, senza prima aver detto nulla.

 

Era una risata quasi isterica e certamente nervosa, la ricordo ancora.

 

Dietro quella risata c’era un grande, enorme, gigantesco “da dove cominciamo?”.

E non solo da parte mia. Intravedevo paura anche negli occhi di Hiro, sebbene lui si fosse dimostrato più sicuro di me sin dall’inizio.

 

A quella giornata ne sono susseguite altre e altre ancora.

 

Dovevamo dare un nome a quell’evento.

Dovevamo pensare a cosa organizzare.

Dovevamo stilare un programma.

Dovevamo contattare persone di spicco nel settore della Barberia mondiale e invitarli.

Dovevamo pensare agli spettacoli, alle performance, alle gare e ai seminari da organizzare.

 

Insomma il lavoro era davvero tanto.

Ora capite perché avevo paura?

Nelle settimane successive il tempo sembrò aver preso un ritmo più veloce.

Venne fuori il nome dell’evento: “United Barbers SHOW”.

Avevamo bisogno di:

  • 1.200 metri quadri di area dedicata al mondo della Barberia
  • 60 metri quadri di palco per gli show, le esibizioni, i workshop e gli interventi dei barbieri più conosciuti al mondo
  • 25 stand espositivi riservati alle aziende italiane ed estere che rappresentano il mondo della barberia
  • 20 metri di pedana per le gare, le competizioni, gli spettacoli e le performance a cui avrebbero partecipato più di 200 barbieri.

Arrivò marzo 2017 e ci fu la 1a edizione dello show e l’evento ebbe una risonanza al di sopra di ciò che potevamo aspettarci.

L’eco di quelle giornate fu tanto assordante che oltre alle varie testate giornalistiche che parlarono di noi fui addirittura contattato dalla RAI (sì, la R-A-I) che vedendo sui social troppo “movimento” mi chiamò chiedendomi se potevo consigliarli un barbiere a cui dedicare uno spazio durante la trasmissione Mi Manda RAITRE.

Com’è andata?

Qui i miei commenti su quella esperienza.

Oggi, dopo la 2a edizione di “United Barbers SHOWl’ANSA parla di noi e io ho ancora gli occhi di quel bambino della telefonata che, un po’ intimorito, aveva difronte a sé una grossissima occasione.

A più di due anni di distanza da quel momento posso dire a gran voce che IO, quella grossissima occasione non l’ho lasciata scappare…

…ed è stata la scelta migliore che potessi fare!

Non l’ho lasciata scappare perché accanto a me ho avuto una persona senza la quale tutto questo sarebbe stato impossibile da realizzare:

Grazie Hiro!

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